Giovanni Battista Cavedalis 1794 - 1858      ingegnere e patriota

Giovanni Battista Cavedalis nacque a Spilimbergo il 19 marzo 1794, da padre avvocato. Finiti gli studi di scuola superiore, entrò a 17 anni all’Accademia militare di Modena, fondata da Napoleone. Uscì dall’Accademia venticinquenne, con il grado di ufficiale di artiglieria e con il titolo di ingegnere. Tramontato il mito imperiale del grande Corso, passò, come tanti, nell'esercito austriaco, ufficiale sempre nostalgico delle sue prime esperienze. Nel 1820 abbandonò l'artiglieria e, rientrato a Spilimbergo, diresse e ideò importanti lavori pubblici per il passo di Monte Croce Carnico, per gli argini del fiume Bût, per il fiume Lumiei sopra Ampezzo e per il fiume Cellina presso Cordenons. Nel 1847 lavorava alla ferrovia Lubiana-Vienna,  ma lo si trova in Friuli e a Venezia negli anni della rivolta contro l'Austria, iniziata con i moti di Vienna nel 1848.
Della resistenza di Udine nella primavera del 1848 capì l'inutilità e si ritirò nella fortezza di Osoppo, per raggiungere poi Venezia nella speranza di ottenere aiuti per gli insorti friulani.
Triumviro nel governo dittatoriale veneziano assieme a Daniele Manin e all’ammiraglio Graziani, dimostrò saggezza e realismo nella resistenza contro l'Austria: era riuscito a mettere insieme 20.000 uomini che Radetsky snidò da Marghera facilmente. Rifiutò un passaggio per la Francia dopo la capitolazione di Venezia, depose la spada nelle mani del generale austriaco e si ritirò a Spilimbergo, sembra per ordine di Radetsky, che obbligò però gli altri partecipanti del governo all'esilio. Il differente trattamento ricevuto lo fece sospettare di tradimento. Visse a Spilimbergo altri dieci anni con la madre e la figlia adottiva, sempre sorvegliato dalla polizia austriaca. Sarà scagionato dall'accusa solamente nel 1930 con la pubblicazione dei suoi Commentari, otto libri di memorie della storia della guerra degli anni 1848/1849, della quale fu autentico protagonista. Morì il 13 luglio 1858. La sua tomba si trova nella parte vecchia del cimitero di Spilimbergo.

Fino a tutta l’era napoleonica compresa non esistevano scuole pubbliche a Spilimbergo. Nel 1900 viene deliberata dal Comune la costruzione delle scuole elementari del capoluogo  (le lezioni venivano tenute nell’edificio nel quale attualmente si trova la biblioteca): il progetto è approvato nel 1903 con relativa inaugurazione nel 1907 (ala Ovest). Nel 1911 viene deliberata la costruzione del secondo lotto (ala Est) – destinato ad accogliere la scuola tecnica - con altre otto aule. Il 6 maggio 1915  vengono appaltati i lavori di costruzione delle fondazioni e dello zoccolo in cemento armato. Tra il 1917 e il 1922  i lavori di completamento eseguiti da diverse ditte. Nel 1997 iniziarono i lavori di ampliamento con la costruzione del “quarto lotto” di forma circolare, tra l’ala Est e l’ala Ovest, esteso nel cortile in direzione sud. Nell’anno scolastico 2000-2001, tutte le scuole delle frazioni vi trovano sistemazione. Anche gli uffici della presidenza e segreteria, prima provvisoriamente ubicati in via Dante Alighieri, si trasferiscono nella nuova sede.

 
            ala Ovest 1907       ala Ovest e nuova ala Est 1922                il "Tondo" 2000

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